Parliamone…

gravidanza lavoro a maglia

Fin’ora sul blog non ho parlato molto di gravidanza anche se me la sto godendo con tutto il cuore ma con il nuovo anno voglio dare spazio anche a questo argomento così delicato ma così ricco di informazioni e disinformazioni!

Nella mia prima gravidanza complice l’inesperienza ho seguito la massa, ho fatto quello che mi dicevano di fare senza pensare troppo…è così che si fa. Punto.

E invece con la crescita della mia bambina ho capito che tante cose non sono come sembrano, che bisogna avere la fortuna di incontrare qualcuno che ti dia l’input per capire che c’è molto più delle analisi ogni mese, delle integrazioni con pasticche, di un parto ospedalizzato, di un’allattamento stressante, c’è l’amore incondizionato che ci deve guidare, che il nostro istinto ne sa molto più di tutti i libri del mondo!

Con Annalisa ho avuto un parto naturale ma medicalizzato al massimo, senza alcun tipo di intimità, l’ho vissuta bene lo stesso per carità, ho allattato quasi subito (sotto mia insistente richiesta) ma non mi sono goduta i primi momenti della vita di mia figlia perchè me l’hanno portata via quasi subito e non ho potuto vedere i suoi primi istanti, ho un video registrato dai parenti che l’hanno ripresa appena uscita dalla sala parto in cui lei piangeva disperata e nessuno la stringeva al cuore per poterla consolare…questo è stato il motivo del mio cambio di rotta…lì dovevo esserci io che la scaldavo col mio corpo, che la consolavo con la mia voce e con le mie carezze e invece non c’ero.

Ora voglio prendermi la rivincita, voglio assaporare i primi istanti di vita di una creatura, cercando di capire i suoi bisogni da subito, lo sto facendo già da dentro la pancia, si può interagire e comunicare con un bambino nella pancia…eccome se si può!

 

 

18 comments

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  1. mariaclaudia

    ciao, anche per me è stato così…e anche per me sarà differente il prossimo parto. Quando avrai partorito, mi piacerebbe conoscere le soluzioni che hai trovato, così anch’io le terrò a mente per la prossima volta, se ci sarà. un bacio

    1. silvia

      Piano piano qui sul blog vi parlerò delle mie scelte che già da ora sono molto chiare e vi terrò aggiornate su tutto ciò che imparo nel corso di questa gravidanza!

  2. mammagiochiamo

    Quanto ti capisco….io ho avuto due parti naturali, faticosi ma belli con delle ostetriche gentili e appena partorito mi hanno messo i miei bimbi sul petto ma solo per qualche minuto, senza il tempo di allattare, di prendere coscienza del miracolo avvenuto e dello scambio di sguardi tra me e i miei figli.
    Quanto vorrei tornare indietro nel tempo per rispondere Si alla domanda “stat uscendo la testina, la vuoi vedere con uno specchio?”. Anzi vorrei poter allungare le mani per toccare quella testina, accarezzarla ed aiutarla a venire al mondo….proprio come ho visto in qualche video bellissimo qualche giorno fa.
    Hai ragione di aver voglia di parlarne, a meno che non sei fortunata ad incontrare dottori e ostetriche consapevoli di questo, l’unico modo per sapere, per diffondere modi di partorire veramente naturali e per essere attenti ai nostri bisogni (non solo segure alla lettera le regole) è il WED con le voci di noi mamme, di quelle che ci sono passate.
    Non credo che portorirò ancora, ma nella vita mai dire mai e se dovvessi vivere un’altro parto sicuramente lo vorrei molto piu consapevole!!
    Riprenditi la tua rivincita…anche per tutte quelle mamme che avranno piu questa possibilità.
    Un abbraccio
    Jessica

    1. silvia

      Anche io penso di aver visto il video che gira in questi giorni, di un bellissimo parto in acqua dove la mamma riesce ad accarezzare la testa del suo bambino prima ancora che esca del tutto! Comunque io sono stata fortunata nel cercare informazioni perchè ho trovato un associazione vicino a casa mia di aiuto alla nascita e all’infanzia che mi ha aiutato a vederla “in modo diverso”.

  3. Nadia

    Anche il mio primo parto non è stato il massimo da un punto di vista contatto mamma figlia, appena Alice è uscita l’hanno subito lavata e vestita, sempre lì in stanza con me, e poi me l’hanno portata dopo. In compenso sono stata molto fortunata perchè da subito ha iniziato a ciucciare e non ho mai dovuto darle latte diverso dal mio per tutto il suo primo anno di vita, e ne sono molto orgogliosa.
    Ora che stiamo pensando di programmare un altro figlio, ogni tanto mi chiedo se saprò vivere tutto in maniera più consapevole, per godermi ancora di più i nove mesi e il dopo.
    Proprio stamattina ho letto questo a mio parere tenerissimo post http://www.goccedaria.it/item/un-anno-fa-elena.html e mi fa piacere segnalartelo, a meno che tu non l’abbia già letto. Da un certo punto di vista sarebbe meraviglioso un parto del genere, nella tranquillità di casa e con le persone che ami, dall’altro però non so se avrei il coraggio di farlo. Magari però se capitasse così come è successo a lei, senza possibilità di scelta o quasi…
    Ti auguro di poter vivere questo momento come più lo desideri!
    nadia

  4. Raffaela

    La scelta di seguire una strada diversa nella mia seconda gravidanza e’ stata mossa dalla tua stessa motivazione cercare di ricordare la nascita di Diana e vedere di ricordare poco di essere stata poco presente di non aver vissuto momenti irripetibili!! Con sebastian mi sono presa la mia “rivincita” ed e’ stato veramente il momento piu’ bello della mia vita dove il dolore e’ realmente solo un minuscolo elemento necessario x rendersi conto che il momento della nascita e’ arrivato e per il resto e’ solo Amore e felicita’

  5. Sybille

    Anche per me il secondo parto é stato la rivincita!
    Ancora tantissimi auguri!!

  6. Gensam

    Auguriiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!! Hai valutato la possibilità di partorire a casa?
    appena ho un attimo di tempo mi spiego meglio, intanto un abbraccio e goditi cucciolo!!

    1. silvia

      Si cara, ho valutato la possibilità, tu calcola che la mia gravidanza è seguita da un’ostertica e non da un ginecologo e la mia osterica segue parti in casa…ma poi vi racconterò il seguito…la mia scelta è una via di mezzo tra il parto in casa e quello in ospedale!

  7. Daria

    Ciao! Col secondo siamo un po’ tutte più preparate, sappiamo quello che vogliamo e non vogliamo! Io con la prima bimba ho avuto un cesareo d’urgenza e con la seconda un bellissimo hbac (parto naturale in casa dopo cesareo), racconto la mia esperienza al link che ha messo Nadia sopra… Ti auguro un buon percorso di crescita col tuo piccolo!

    1. silvia

      Ah che meraviglia il tuo parto! Bello anche perchè a sorpresa e inaspettato! Che cosa c’è di più poetico!

  8. Silvia

    Vorrei in punta di piedi muovermi perchè come sottolinei giustamente tu, questo è un argomento delicato, privato e ognuno dovrebbe avere il diritto di viverlo al meglio, come meglio ritiene in quel preciso momento della propria esistenza, ma ugualmente sento di lasciare una piccola traccia della mia personale esperienza. Quando sono rimasta incinta di Alice Sofia ero sola, il mio compagno mi aveva lasciata, ma io volevo questa nuova vita con tutte le mie forze. Avevo ed ho tutt’ora una gran paura del male fisico e del parto. Partorirai con dolore era una frase che ripetevo ironicamente ma che mi faceva rabbrividire al solo pensiero perchè conoscevo le mie forze e le mie debolezze.. All’inizio dei noe mesi dicevo che avrei preferito una botta in testa o l’epidurale. Perchè soffrire? Ma siccome niente avviene per caso, un amica mi ha suggerito di inziare un corso di yoga in gravidanza, avevo tempo, con i soldi ci stavo dentro, per cui mi sono detta “perchè nò?”e ho provato…Lo yoga, insieme ad alcune letture, mi hanno fatto scontrare con una nuova visione delle cose e mi hanno indotto a pormi nuovi interrogativi sulla mia vita prima di tutto e sul come avrei voluto mettere al mondo la mia bambina.
    Il libro che mi ha cambiato la vita ( in quel periodo) è Per una nascita senza violenza di Frederick Leboyer, insieme ad altri testi di Michel Odent. Ma ciò che ha cambiato me, non necessariamente colpisce qualcun’altro, ognuno fà il suo percorso e trova le sue chiavi di accesso. … Durante questo viaggio prima di tutto interiore, ho conosciuto un ostetrica che da 20 anni esercita privatamente per assistere e accompagnare la nascita in casa. Ho capito che era il mio. Il mio modo per ri-nascere e per riappropriarmi di un evento quello della nascita da troppi decenni lasciato in mani ad altri, medicalizzato e sterilizzato. Era il mio modo per ri-acquistare ascolto e fiducia nel mio corpo e nella natura. Per imparare ad ascoltarmi prima di tutto, per imparare ad affidarmi. I bambini sanno tutto. Sanno come e quando venire alla luce.
    Per me “dare alla vita” in casa, nella nostra camera da letto, nell’intimità del luogo sacro di quello che sarebbe stato il nostro quotidiano di lì in avanti. Quella è stata la nostra nascita, la sua, ma anche la mia rinascita di donna e di mamma. Siamo venute alla luce insieme il 4 maggio del 2010.
    Da anni infatti esiste una legislazione in merito e ogni regione d’Italia ha da anni legiferato in merito per definire modalità e tempi dei rimborsi per il parto a domicilio.
    Esiste un protocollo sanitario molto rigido e rigoroso che prevede il rispetto di tutta una serie di linee guida. Non deve essere una moda, nè un fenomeno d’elite, dovrebbe essere vista come un occasione, una possibilità accessibile a tutti. E’ solo una questione di informazione e consapevolezza. C’è una possibilità di nascere in maniera diversa da quella che ospedali e medici ci propongono.Una via altra. Da conoscere e valutare per avere un ventaglio di scelte più ampio. Per capire se è la propria scelta, la migliore per sè, per la propria salute e per il benessere del proprio bambino in quel momento, in quella fase della propria vita. Nè meglio, nè peggio. Tutti ci dicono che la gravidanza non è una malattia, ma un evento fisiologico. Ovvio che questa è solo un esperienza, non un imperativo o uno slogan pubblicitario.Ovvio che esiste l’imponderabile e che quando lo si incontra è necessario relazionarsi con coraggio, ma anche con la paura di fronte ad esso, qualsiasi sia la sua entità e affidarsi al medico o alla persona più esperta.. Mai avrei fatto correre anche un solo rischio ad Alice o alla mia vita. Mai.
    Alice è nata facendo una capriola al mondo, l’ostetrica me l’ha subito allungata. E da quel momento ho saputo di aver fatto la cosa giusta. L’averla subito, sporca e raggrinzita come era, fredda e tremolante tra le mie braccia inesperte e invece lei esperta arrampicarsi poco alla volta, con gli occhi chiusi fino ad arrivare al mio seno, riconoscendone misticamente l’odore,aspettare che l’ultimo pezzo di carne che ci univa smettesse di pulsare e farlo tagliare da mia mamma o poche ore dopo vederla lavare in una bacinella ai piedi del nostro letto con l’odore della nostra vita che pervadeva la stanza da mia sorella..
    questo come dicono certe pubblicità…tutto questo non ha prezzo.
    Scusate la lungaggine, ma ci tenevo a condividere la mia esperienza e portare solo una riflessione. Il parto è un momento personale e delicato, nessuno dovrebbe permettersi di dirvi come far nascere voi e il vostro bambino, nè il vostro compagno, la suocera e meno che meno un estraneo. Ora esco in punta di piedi.

    1. silvia

      Silvia il tuo commento mi fa un immenso piacere, condivido appieno ogni singola parola che hai scritto e ti posso assicurare che trovare persone come la tua ostetrica ma anche come la mia è una fortuna che non ha prezzo ma il bello è che il cambiamento e la voglia di reagire nasce da noi e da nessun altro, le nostre esigenze ci fanno informare ci spingono a trovare la migliore soluzione e per fortuna cercando cercando si trovano e succedono esperienza bellissime come la tua! Grazie di aver condiviso!

  9. Marina

    …e io…che ho vissuto l’esperienza del parto per 3 volte, tutte e tre totalmente diverse, anche se sempre naturali, aspetto con ansia di sapere come hai deciso di affrontare questo meraviglioso passaggio della tua vita…mi sento solo di dirti una cosa: la prima gravidanza l’ho vissuta tra mille problemi simili ai tuoi e con un gran desiderio di bruciare le tappe, facendo il conto alla rovescia pregando che i giorni passassero in fretta per poter abbracciare la mia piccolina, per conoscere i suoi occhi, per stringere le sue manine…. la seconda, arrivata come un regalo inaspettato, mi ha rempito di gioia fin dal primo gg…anche in questo caso, tanti problemi fisici che mi hanno messo “la stessa fretta” nel desiderare di conoscerla….fino al momento del travaglio in cui mi è successa una cosa “particolare”…il dolore c’era ma qualcosa mi teneva stretta al mio pancione che quasi mi dispiaceva di dover lasciare…mi sono detta: “nn sarà mica l’ultima volta?!” la volevo ancora dentro di me…(e considera che ero a 43 sett. +4 gg)!!!! era davvero ora che venisse al mondo…la terza gravidanza è stata tutta diversa…cercatissima…la consapevolezza che lascia il posta solo a certezze e pochissimi dubbi legati all’imprevedibile mi hanno permesso di godermi ogni singolo giorno…. mi ripetevo: nn ho fretta di conoscere il mio bambino…. io e lui ci conosciamo gia…. noi ci tocchiamo, noi parliamo, cantiamo, noi ridiamo e piangiamo… nn abbiamo fretta di incontrarci….perchè per stare vicini abbiamo una vita….ma stare uno dentro l’altra…ci han concesso solo 9 mesi…tu e lui/lei un unico battito…un immenso amore…. goditi giorno per giorno, ascolta la tua bimba, tu e lei sapete già come parlarvi…. nn aver fretta di conoscerla altrimenti pensando al domani perderai dei passaggi impercettibili eppure emozionantissimi del vostro oggi…. tu e lei per nove mesi….tu, lei e tutti gli altri per il resto della vita….<3 un abbraccio mammina….tvb….

    1. silvia

      Grazie Marina, del consiglio e delle bellissime parole, come sempre sai scrivere tu…hai ragione abbiamo 9 mesi per goderci questo miracolo che avviene in noi, siamo le protagoniste noi e i nostri bambini. Io infatti in questa gravidanza mi sto godendo ogni attimo e a differenza della prima sto cercando di capire la mia bambina ed è incredibile come si riesce a comunicare, a giocare con lei ed è bellissimo sentire le sue risposte che ci sono se solo sappiamo “ascoltare”.

  10. sabrina

    Ciao, mi chiamo Sabrina e da poco ho conosciuto il tuo blog. Ho una bimba che compirà tre anni il prossimo aprile (penso che sia vicina d’età alla tua). Mi ha colpito il tuo post e capisco i tuoi sentimenti a riguardo avendo vissuto il parto medicalizzato per eccellenza: cesareo programmato (e pensare che mi ero organizzata per il parto in casa!) . La mia bimba era podalica trasversa e dopo aver provato posizioni yoga, coni di artemisia e persino una manovra esterna ho ceduto alla scienza. Ti faccio tanti auguri per la tua gravidanza

    1. silvia

      Ciao Sabrina, si probabilmente le nostre bambine hanno proprio la stessa età, la mia è nata il 23 Aprile. Per il resto ti capisco, anche se io ho avuto un parto naturale non me lo sono goduto per niente, o meglio dal canto mio ho fatto tutto il possibile per viverlo al meglio ma le interferenze sono state talmente tante che alla fine non hai un gran chè libertà di scelta…proprio come in un cesareo!

      1. sabrina

        la mia bimba è nata l’8.. il termine era il 21. Abbiamo avuto la gravidanza contemporaneamente! ciao continuo a seguirti Sabrina

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